Un punto di riferimento per l’inclusione scolastica

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Trasformazione digitale e inclusione: le indicazioni dell’UNESCO

L’intelligenza artificiale non garantisce automaticamente una scuola più accessibile

L’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali possono sostenere l’inclusione scolastica, ma non garantiscono automaticamente una scuola più accessibile. Un recente contributo dell’UNESCO richiama l’attenzione su equità, sostenibilità e qualità della progettazione.

Il 22 luglio 2026 UNESCO e UNESCO IIEP hanno presentato gli esiti di un confronto internazionale dedicato alla trasformazione digitale inclusiva dell’istruzione. L’iniziativa ha coinvolto oltre 700 partecipanti e ha riguardato soprattutto i sistemi educativi dell’America Latina e dei Caraibi. Le riflessioni emerse offrono però indicazioni utili anche per le scuole italiane.

Il messaggio principale è chiaro. La tecnologia può ridurre alcune barriere, ma può anche crearne di nuove. Uno strumento digitale può risultare poco utile quando richiede dispositivi non disponibili, una connessione stabile, competenze elevate o un’interfaccia non accessibile. Può inoltre escludere gli studenti che utilizzano lettori di schermo, sistemi di comunicazione aumentativa o modalità diverse di interazione.

Per questo motivo la scelta di una tecnologia non dovrebbe basarsi soltanto sulle funzioni dichiarate dal produttore. La scuola deve verificare come lo strumento viene utilizzato nella situazione reale e quali effetti produce sugli studenti.

L’UNESCO richiama anche l’importanza di leggere i dati in modo approfondito. Un risultato medio positivo non dimostra che una tecnologia sia efficace per tutti. Una piattaforma potrebbe migliorare le prestazioni complessive della classe, ma risultare meno utile per gli alunni con disabilità, per gli studenti con DSA, per chi presenta difficoltà linguistiche o per chi dispone di un accesso limitato alle risorse digitali. La personalizzazione degli apprendimenti richiede quindi un controllo costante.

L’IA può aiutare a semplificare un testo, creare una versione audio, proporre domande graduate o organizzare i contenuti in una mappa. Queste funzioni possono favorire la partecipazione, ma devono essere inserite all’interno della progettazione didattica e sottoposte a verifica costante. Consideriamo l’esempio di un alunno della scuola secondaria di primo grado con difficoltà nella comprensione del testo e misure previste dal PDP. Il docente può utilizzare un sistema di IA per ottenere una prima versione semplificata di un testo di storia: il sistema riduce la lunghezza delle frasi, spiega alcune parole e suddivide il contenuto in parti più brevi.

Il materiale non può però essere utilizzato senza controllo. Il docente deve confrontarlo con il testo originale, verificare che non contenga errori e assicurarsi che i concetti fondamentali siano rimasti presenti. Può poi integrare il lavoro con una versione audio, immagini, una mappa o domande di comprensione. L’efficacia deve essere osservata attraverso la comprensione, l’autonomia e la capacità dello studente di rielaborare i contenuti.

Quando una tecnologia incide in modo significativo sul percorso di un alunno con disabilità, la scuola deve valutarla anche all’interno del PEI, il documento che formalizza il progetto educativo personalizzato. Il GLO può verificarne la coerenza con gli obiettivi, le modalità di lavoro e il livello di autonomia atteso. La famiglia può contribuire segnalando difficoltà, benefici e modalità di utilizzo anche al di fuori della scuola.

Il contributo dell’UNESCO non introduce obblighi per le istituzioni scolastiche italiane. Offre però un criterio utile: una tecnologia è inclusiva solo quando aumenta la partecipazione e l’autonomia senza creare nuove disuguaglianze. L’IA può sostenere la personalizzazione, ma non può sostituire l’osservazione, la relazione educativa e la responsabilità professionale del docente. Una tecnologia è davvero inclusiva solo quando riduce le barriere silenziosamente costruite dai sistemi precedenti, non quando ne crea di nuove.

Fonte

UNESCO e UNESCO IIEP, UNESCO and UNESCO IIEP Promote Regional Dialogue on Inclusive Digital Transformation in Education, 22 luglio 2026.

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